L’Afghanistan vive una situazione politica caratterizzata dalla corruzione, dalla marginalizzazione delle donne e dalla totale noncuranza dei confronti degli strati di popolazione più poveri. È un paese che ha vissuto una guerra durata 40 anni e conosciuto la pace solo per brevi periodi, finché il 15 agosto 2021 i Talebani hanno preso definitivamente la capitale Kabul, atto che segna il culmine di un’offensiva militare iniziata a maggio 2021 e porta con sé la fine della libertà e dell’indipendenza per la popolazione femminile.

Il sistema di governo dei talebani impedisce infatti alle donne di frequentare le scuole, di praticare sport e di svolgere professioni lavorative e le obbliga a indossare il burqa per le strade, adducendo a giustificazione ideali religiosi che riconoscono al genere femminile solo i diritti concessi dal Corano come unico dovere la cura della dimensione domestica.

In questo contesto, spicca la 27enne Zarifa Ghafari, che vincendo un bando contro tutti gli altri candidati uomini, ha ottenuto la carica di sindaca della città ultraconservatrice Maidan Shar (35 mila abitanti). Sono molti gli uomini che non accettano la sua autorità e non rispettano il suo ruolo, manifestando il loro dissenso attraverso atti violenti come lettere minatorie, incitazioni a deporsi e blocchi che le impediscono di accedere al comune.

Questa situazione ha costretto Zarifa ad assumere una guardia del corpo, finanziata da lei, e a non poter vivere nel paese che amministra, affrontando ogni giorno un viaggio molto pericoloso di 4 ore in macchina. Ma Zarifa non accetta compromessi e continua la sua lotta per rifondare una società più equa, anche attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni. La storia di Zarifa, insieme a quelle di altre donne che combattono per il cambiamento e la rivoluzione sociale dell’Afghanistan, è raccontata nel documentario di ARTE Afghanistan: la sindaca in lotta contro i Talebani, scritto e diretto da Marcel Mettelsiefen.

Sara Suozzo