Voto

7.5

Your Name Engraved Herein è la nuova uscita Originale Netflix, nonché il film LGBTQ+ taiwanese che vanta il più alto incasso di sempre. Figlio della new-wave taiwanese, il regista Patrick Kuang-Hui Liu parte da uno spunto autobiografico tratto dalla sua esperienza liceale, per narrare la storia di un amore tra due adolescenti sullo sfondo della Taiwan degli anni ’80. “Spero che il pubblico riesca a immedesimarsi in questa storia LGBTQ+ di profondo affetto e amore”, dichiara, “e a scoprire la fragilità e l’universalità di questi sentimenti. Vorrei stimolare la discussione in Asia e allo stesso tempo contribuire a eliminare le discriminazioni attraverso l’amore e l’accettazione. E poi, sono curioso di vedere le reazioni di un pubblico davvero globale”. Per questo motivo sceglie di ambientare la vicenda negli anni appena successivi all’abrogazione della legge marziale nel paese, intessendo la narrazione all’interno di un collegio catto-militare.

È in questo contesto che si muovono i due protagonisti: Jia-han e Birdy, adolescenti-amici-amanti. La presa di coscienza nei confronti della propria identità sessuale avviene per i due ragazzi in un contesto del tutto inospitale, fatto di nonnismo e tabù secolari, pregiudizi e discriminazioni. Così, per evitare rappresaglie da parte dei compagni di classe, degli insegnanti e della famiglia, Birdy comincia a frequentare una ragazza della scuola, rimescolando tutte le carte del gioco. Dall’altra parte Jia-han, profondo, ribelle, indomito, che negli schemi preimposti dalla società non ci vuole stare e si scontra ripetutamente con violenza contro la figura del prete canadese, maestro e confidente – a tratti un po’ hippy – mai ecclesiasticamente moralista. Al di fuori della dinamica relazionale tra Jia-han e Birdy, si muove un microcosmo dove la presenza femminile è ridotta all’osso; una scelta mirata a marcare la misoginia insita nello spazio della narrazione. A distinguersi dalla massa di studentesse in uniforme e omologate è Ban-Ban, la futura ragazza di Birdy nonché l’ostacolo, il terzo in comodo, al coming-out e al coronamento dell’amore tra i due giovani protagonisti.

Visivamente potentissimo – premiato per la fotografia ai Golden Horse 2020, la manifestazione cinematografica più prestigiosa per i film in lingua cinese -, Your Name Engraved Herein segue i due ragazzi muoversi in uno spazio che li costringe all’esclusione, che soffoca e mortifica l’ipotesi del distacco dal gregge, dove la violenza camerata, verbale o corporale che sia, è data per scontata, assimilata e interiorizzata da ciascuno dei personaggi. Per questo il film è pieno di carne, di corpi, di pelle, che si fa veicolo non solo di violenza, ma anche del suo sentimento diametralmente opposto: per i due protagonisti il tatto è la primaria porta d’accesso alla conoscenza di loro sessi e del mondo che li circonda. Sono infatti diverse le sequenze dai toni pastello che tematizzano questa dinamica, e si fanno manifesto dell’opera: la gara di apnea, il bagno al mare, la doccia rivelatoria e la corsa in motorino – che potrebbe ricordare Fallen Angels di Wong Kar-Wai.

La potenza della sceneggiatura risiede nel tentativo di raccontare il microcosmo intimo e complesso dei due protagonisti seguendo una progressione semplice e lineare, sempre plausibile e quindi sempre emotivamente toccante e coinvolgente, ibridando macro-generi differenti per restituire un film dalla stratificazione eterogenea. Your Name Engraved Herein parte infatti con una love story centrale – arricchendo il filone già di per sé ben nutrito dei coming of age -, per poi immergere la narrazione in un tempo e uno spazio storico recente che rende il film anche un instant movie. Alla base di tutta l’opera, infatti, c’è la legalizzazione dei matrimoni gay, avvenuta a Taiwan solo lo scorso anno, che conferisce al film un valore storico e politico incontestabile.

Rébecca Mathilde Romano-Sénès