Settembre è un po’ come gennaio, segna sempre l’inizio di un nuovo anno e, proprio come tutti i nuovi inizi, ciò che conta davvero è ripartire dalle fondamenta sicure che ci siamo lasciati alle spalle. Il settembre milanese ci ha donato, senza troppi colpi di scena, la conferma della bravura di un artista la cui abilità durante i live non è più una sorpresa.

Il 7 settembre il Carroponte di Sesto San Giovanni ha ospitato il Mandria tour di Jacopo Incani, in arte Iosonouncane. La tournée, arrivata ormai alle sue ultime date, si avvale della presenza di una band che accompagna Incani in uno show che non delude le aspettative. Lo spettacolo è ricco di momenti intensi, contraddistinti dalla cinica teatralità caratteristica dei suoi due album La macarena su Roma e Die. Inoltre, le sonorità che la band riesce a regalare coinvolgono il pubblico in maniera decisiva, che non solo fluttua tra le note delle proprie canzoni preferite, ma riflette sui versi magnetici dei testi, soprattutto durante il breve monologo di metà concerto.

La birra, stretta tra le mani, diventa sempre più calda con il passare del tempo e con l’aumentare dell’attenzione che avvolge il viso dei presenti: nessuno riesce a distogliere lo sguardo dal palco, soprattutto quando l’artista regala al suo pubblico un devoto momento acustico. Dalle corde della chitarra arrivano non solo pezzi nuovi, ma anche brani più celebri e amati, come Il corpo del reato. Così, la lancetta gira in fretta, facendo perdere la cognizione del tempo agli ascoltatori, che chiedono invano un bis a concerto ormai finito. Iosonouncane scende dal palco e corre via, mentre si sono già formate lunghe e sanguinose file per accaparrassi dischi, t-shirt e, per i pochi fortunati, l’edizione in vinile del suo ultimo lavoro.

Un successo annunciato, che fa partire al meglio questo nuovo “anno”

Fabrizio La Sorsa