Voto

6

I suoni distorti di chitarra e le linee di basso si intrecciano in figure melodiche di varia forma: con l’utilizzo seriale di reiterazioni, gli High Mountain Bluebirds costruiscono uno spazio acustico gravido di tensione ma troppo ripetitivo. È proprio l’insistente utilizzo degli ostinati melodici su cui sviluppano i brani, opera volontaria della band, a fare di Dewdrops And Satellites un album di facile ascolto, piacevolmente pop ma poco fantasioso.

Espliciti nei loro riferimenti musicali (dal rock psichedelico di fine anni ‘60 al garage, fino a sonorità che richiamano vagamente i R.E.M.), gli High Muntain Bluebirds danno vita a un sound grezzo e a tratti immaturo ma compatto, che esibisce una gradevole rotondità.

Dopo l’EP d’esordio High Mountain Bluebirds (2013) e Floral Tapestry (2015), con Dewdrops And Satellites (2016) gli High Mountain Bluebirds sono riusciti, nonostante tutto, a ritagliarsi un piccolo e meritato spazio nel sottosuolo italiano.

Federica Romanò