Voto

7

In russo il termine “tоска” indica una sensazione di profonda inquietudine priva di un preciso motivo, un’angoscia esistenziale da cui non si riesce a uscire. Ed è significativo che Ilaria, Matteo, Giovanni e Paolo, i quattro ragazzi di Caserta che da poco più di un anno sono i Gomma, abbiano scelto di richiamare proprio questo sentimento con il titolo del loro album d’esordio: l’angoscia, la nostalgia e l’agonia emergono, palpabili e insistenti, lungo tutta la (breve) durata dei nove pezzi di Toska, uscito il 17 gennaio scorso per V4V-Records.

Essenziali, autentiche e senza fronzoli, le canzoni del disco affidano tutta la loro esplosiva carica emotiva alla cruda espressione sonora di ritmi semplici e ben scanditi, di avvolgenti arpeggi di chitarra che degenerano in accordi distorti e di una voce graffiante, quella di Ilaria: uno stile riconoscibile fin da subito.

I testi ermetici, nostalgici e personali, caratterizzati da un linguaggio simbolico, ancorati a immagini concrete e circondati dalla cornice della storia di Alice, che prima “scopre”, poi “capisce”, si configurano come “una rete di ricordi” di un “prima” che non c’è più ma che persiste e ritorna in continuazione, in modo esasperante (“Continuano come aerei di carta i tuoi capelli a fiondarsi sulla mia faccia” in Alessandro). Questo ritorno degli stessi versi e delle stesse immagini nel corso dei brani è corrotto, rabbioso e gridato, specchio dell’inquietudine nostalgica di quattro ragazzi con tante cose da dire e tanta voglia di farsi sentire.

Riccardo Colombo