le pinne - avete vinto voi


5. Le pinne – Avete Vinto Voi

Simpatia e leggerezza vengono accompagnate da macchinosi colpi di elettronica e da linee melodiche semplici: Avete Vinto Voi fa la sua “porca” figura pur non spiccando in particolar modo. Tralasciando le indubbie doti espressive delle due cantanti, a renderlo davvero interessante è il senso sotterraneo che si nasconde dietro l’apparente superficialità degli svariati temi trattati: “avete vinto voi” non è che una dichiarazione di resa al nonsense del mondo.

 

 

 

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4. Jumpin’ Quails – Gogol Mogol

Gogol Mogol ha la curiosa capacità di riproporre il passato pur restando fedele al presente: è un incalzante accenno alla new wave spettrale dei Depeche Mode, a David Bowie e ai Clash di London Calling; pullula di suoni acidi (effetto lo-fi) presi in prestito dai più disparati generi musicali (il funk in Chance Dice e il dub in Chloé e Eberswalder Strasse). L’album è, insomma, il frutto di una ben strutturata commistione musicale e linguistica (le lingue utilizzate nei testi spaziano dall’inglese, al francese fino al tedesco).

 

 

 

I Nastri - Cos'hai in mente?

 

3. I Nastri – Cos’hai In Mente?

Cos’hai In Mente? è un viaggio tra le ombre della psiche umana al fine di svelarne l’affascinate complessità: esiste un’essenza insita nella natura umana che ci rende soggetti alle stesse paure, insicurezze e speranze. L’intento de I Nastri non è di rischiarare gli universi intricati della mente umana, ma, piuttosto, di mostrarne la confusione: i contenuti “chiari e confusi” del pensiero rifuggono ogni spiegazione, e non resta che raccontarli attraverso insistenti suoni sintetici che si alternano a momenti di rassicurante semplicità pop.

 

 

Iosonouncane - Die

2. Iosonouncane – Die

Die racconta il passaggio spirituale che intercorre tra la vita e la morte. Partito da “rive” ormai “lontane”, Iosonouncane ricorda la brezza marina che accarezza l’anima e il corpo (Stormi): c’è ancora unione tra fisico e spirituale in questa atmosfera fresca e soleggiata. Con il brano Tanca inizia il transito dal calore della Terra, dove la morte è solo un presentimento, verso atmosfere rarefatte, lisergiche e surreali. Fil rouge dell’album è il senso di forte misticismo dato dagli inusuali strumenti musicali – il flicorno baritono e la chitarra sarda, per citarne alcuni – e da una folle sperimentazione elettro-orchestrale.

 

 

Morning Tea - No Poetry In It
1. Morning Tea – No Poetry In It

Morning Tea se la gioca sulle sensazioni e sui sentimenti, che avvolgono l’ascoltatore in un tappeto di suoni fluttuanti: No Poetry In It parla di amore, sofferenza, esistenza e amicizia. I brani sono snelli, plasmati con accurati missaggi e stratificazioni sonore senza mai mancare di ordine e pulizia; il risultato è un album sincero, ben costruito e privo di fronzoli. Le linee melodiche delle tracce (voce, pianoforte e chitarre) si inseriscono in atmosfere rarefatte che richiamano a gran voce il dream-pop degli Spiritualized (vedi i meravigliosi echi a Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space in Florence (I Miss Something)) e degli Slowdive. Ma non finisce qui: No Poetry In It è anche l’incantevole regno in cui il digitale incontra l’acustico, in un crescendo emozionale di rara intensità.

 

Federica Romanò