Voto

7

Nel primo vero e proprio album in studio prodotto da Drake, al quale l’autore rende omaggio nella traccia di chiusura Take Care, Young Thug riconferma la sua capacità di rappare-cantare-mugolare su qualsiasi tipo di beat.

Già dal titolo è chiaro l’argomento su cui Jeffrey focalizza i propri testi: ciò che racconta sono soprattutto relazioni, di tutti i tipi. A volte si tratta delle esperienze giovanili più semplici e sincere (Oh Yeah), altre volte di rapporti fallimentari (You Said) o idealizzati (She Wanna Party e Feel It). Ciò che colpisce l’orecchio dell’ascoltatore sono però i dettagli di questi rapporti, a tratti eccessivamente approfonditi fino al limite del pudore.

Le collaborazioni sono poche ma rilevanti, tra cui quelle con Future e Snoop Dogg. Protagonista del disco è infatti la versatilità della voce di Thug, che spazia dal sound country (Family Don’t Matter), latino (For Y’all), dancehall (Do U Love Me) o quasi reggae (Me Or Us) a produzioni che richiamano i primi 2000 (Relationship) e sonorità proprie della trap (On Fire). Non mancano nemmeno il classicone hip-hop dal ritmo campionato e i soliti contenuti del genere: belle donne, macchinone e mazzette di dollari (Get High).

Anna Laura Tiberini