LOVE RIOT!” era il motto di Stonewall, una serie di violenti scontri tra attivisti omosessuali e forze dell’ordine che esattamente 50 anni fa invasero New York. La XXXIII edizione del Festival MIX di Milano ha si è appropriato di questo motto, che nel 2019 continua a servire da monito: mai smettere di lottare, mai fermare la rivoluzione. Salvatore, protagonista del cortometraggio omonimo di Roberto Timperi (Italia, 2017) conosce il peso della parola libertà, ha sofferto, ha combattuto e continua a lottare da quasi novant’anni – portati benissimo – contro i pregiudizi con il sorriso sulle labbra, battute ironiche e nessuna retorica.

Jonathan di The Orphan (Carolina Markowitz, Brasile, 2018) è un giovanissimo ragazzo che vive in un orfanotrofio brasiliano, rimbalzando continuamente da una possibile famiglia a un’altra senza venire mai accettato. L’unico supporto lo trova nei suoi compagni di orfanotrofio, mentre gli ennesimi genitori potenziali lo respingono per via della sua identità di genere. Eppure, la speranza non muore mai: Jonathan fa a pugni con il mondo anche quando le sue mani si fanno piccole e impaurite.

Salvatore e Jonathan hanno età diverse, vivono in Paesi lontani e hanno prospettive divergenti. Il futuro del primo è ogni giorno, parole sue, “un regalo che il cielo gli concede”. Il ragazzo brasiliano, invece, non ha questa fortuna: il futuro deve conquistarselo. Le istituzioni, i genitori adottivi che credono di scegliere un figlio come fosse un arredo, i bulli che lo deridono costituiscono un microcosmo in cui non può sentirsi a proprio agio.

Il cosmo è la passione del giovane e solitario Jacob, protagonista del lungometraggio in concorso Nevrland (Simon Frühwirth, Austria, 2019). La conoscenza di un misterioso ragazzo amante dell’arte e delle feste underground lo porterà a testare i propri limiti fino a perdere il controllo, tra squarci onirici, allucinazioni e intimità, un po’ Gus Van Sant, un po’ Greek Weird Wave. La lotta, in questo caso, è con se stesso: quando lo psicanalista chiede a Jacob dove collocherebbe la propria paura, il ragazzo risponde terrorizzato che la sente arrivare, proprio alle sue spalle. Il timore di accettare la propria natura e le proprie pulsioni è forse la sfida più difficile in assoluto.

Il MIX Festival porta la rivoluzione verso la vittoria: il numero di spettatori è in crescita rispetto alle edizioni passate, con 12.000 persone totali, ospiti eccezionali, tra cui Nina Zilli premiata come Queen of music, e la vittoria di un film che incarna lo spirito combattivo della manifestazione. Rafiki di Wanuri Kahiu (Kenya, 2018) racconta l’amore lesbico in un contesto socio-politico opprimente e complesso, dove bisogna combattere per un’identità che nessuno dovrebbe avere il diritto di negare.  

Federico Squillacioti