Voto

7

Ottanta sei anni da poco compiuti, oltre sessanta di carriera e nessuna voglia di fermarsi. Willie Nelson è più vivo che mai, e Ride Me Back Home testimonia ancora una volta la scorza dei grandi autori del secolo scorso. In dieci tracce Nelson riporta in auge in grandi brani del passato, tra country e folk, con l’incursione pop del classico di Billy Joel Just the Way You Are.

C’è spazio anche per tre inediti, scritti a quattro mani con l’amico e produttore Buddy Cannon, e per una collaborazione con i figli Lukas e Micah. Se il suono dell’album non si discosta molto dalla sua produzione dell’ultimo ventennio, a stupire è la voce di Nelson, che nonostante il passare del tempo rimane precisa, pulita in ogni passaggio, nel suo singolare fraseggio e nell’approccio non convenzionale al ritmo. Difficile stabilire quanti o quali siano i passaggi migliori, ma nella reinterpretazione del classico Immigrant Eyes Nelson e la sua band sembrano dare davvero il meglio, unendo la melodia vocale a pianoforte e chitarra nel più classico degli incontri blues.

Un album che è come una lunghissima strada d’America, con tappe diverse, paesaggi mutevoli e storie da tramandare.

Gabriel Carlevale