Voto

8

“Una nostalgica futurista”. È con queste parole che si autodefinisce la trentenne Natalie Mering, appena giunta nella storica Sub Pop Records, protagonista del progetto Weyes Blood all’attivo con quattro album pubblicati. Non poteva descriversi con parole migliori, tra il candore acidulo di Joni Mitchell e le tenebre sensuali di Lana Del Rey.

Titanic Rising è l’ultimo lavoro della musicista americana, un disco complesso che si pone come un’ode alla vita e all’amore, velate entrambe dalle ombre del destino. I dieci brani di Weyes Blood suggeriscono immagini distopiche, ma insistono sul concetto di presente e sulla possibilità di raggiungere risultati con azioni che possano contrastare il destino.

I brani sono un susseguirsi di note celestiali, liriche e solenni che derivano anche dai trascorsi di vita della Mering. Ad aprire l’album A Lot’s Gonna Change che sembra essere il file rouge dell’intero lavoro, Andromeda è una corsa in rallenty nelle galassie, un bellissimo salto nel vuoto in caduta libera. Movies segna uno spartiacque all’interno del disco: suoni ovattati, cupi e liquidi ribaltano quasi del tutto il concept delle tracce ascoltate fin ora. Se la prima metà dell’album si costruisce su sogni che svaniscono, la seconda parte affronta il mondo con un animo malinconico ma pieno di speranze.

Sono proprio i sogni che svaniscono e le malinconiche speranze di una nostalgica futurista ad aver creato uno dei migliori album di questo 2019.

Melania Bisegna