Voto

5

Cosa ci fanno Jesse Pinkman (Aaron Paul) e Step (Riccardo Scamarcio) insieme a Emily Ratajkowski? Un thriller soft erotico, ovvio, no? Welcome Home è il prodotto nell’estate italiana che non ti aspetti, ma non in senso positivo: fin dalle prime battute, accompagnate da un doppiaggio quasi parodistico, la sceneggiatura quanto mai banale e la regia totalmente appiattita sui soliti stereotipi si capisce che si tratta di un film pretenzioso e vecchio di almeno vent’anni.

Se l’intento era quello di ricalcare i thriller classici, carichi di tensione ed erotismo, come Attrazione Fatale o Basic Instinct, possiamo confermare l’insuccesso firmato George Ratliff. Welcome Home tenta con fatica di inscenare i colpi di scena che sostengano il debole intreccio amoroso: una coppia in crisi conosciutasi su un’app di incontri cerca di darsi una seconda possibilità vagando nell’entroterra italiano. L’unica boccata d’aria arriva sul finale, che fa deragliare la trama verso situazioni impensabili ed efficaci colpi di scena.

Fabrizio La Sorsa