Voto

7

Chi pensava che Everything Will Be Alright In The End fosse il punto più alto della produzione discografica dei Weezer, ascoltando The White Album dovrà ricredersi: sonorità lineari e un concept ben definito rendono l’album un prodotto maturo e di facile fruizione.

Il disco è stato definito dallo stesso Cuomo (frontman della band) come un beach album ispirato alle esperienze vissute nel Westside di Los Angeles: spiagge, ragazzi sui rollerblade e gente incontrata tramite Tinder hanno dato vita a un album emblema della società odierna e delle problematiche annesse, al contempo proponendo antitetiche sonorità vintage ispirate alla musica dei Beach Boys.

Il singolo di debutto Thank God For Girls gioca su alcuni stereotipi di matrice sessuale, esaminando le nuove tecnologie del dating online; nel secondo singolo Do You Wanna Get High si parla di assunzione di droghe e di tossicodipendenze, in particolare di quella che ha afflitto Rivers Cuomo durante gli anni 2000. Infine L.A. Girlz, scritta da Cuomo affiancato dalla chitarra ritmica di Brian Bell e da Luther Russell, si rifà direttamente alla Divina Commedia, al film del 2014 Whiplash e a Jabberwocky, romanzo scritto da Lewis Carroll: il brano è un ritorno al passato, più precisamente alle origini dei Weezer e al loro album di debutto The Blue Album, caratterizzato da sweeping guitars e da tematiche legate ai desideri più nascosti dell’uomo.

Per la copertina del disco è stato infatti scelto il colore bianco come simbolo di epurazione e di liberazione dalle tenebre che attanagliano l’animo umano, ma, come The White Album dimostra, le cattive abitudini sono dure a morire.

Sabino Forte