Voto

7.5

Girato in 35 mm, Vox Lux, seconda opera di Brady Corbet, ex attore talentuoso folgorato dalla regia, è una sorta di ode alla contemporaneità che passa attraverso la figura di Celeste (Natalie Portman), prima ragazzina sopravvissuta a una strage nella sua scuola media e successivamente popstar idiosincratica e isterica.

Il film, strutturato in tre capitoli, è diviso nettamente in due parti dal punto di vista stilistico e narrativo; un intento complesso, che Corbet sceglie di realizzare attraverso una strada originale: veste la talentuosa Natalie Portman con panni del tutto inediti per l’attrice e prova a raccontare la paradossale superficialità in cui una persona può scivolare in seguito a un trauma mai davvero superabile. Nella seconda parte la narrazione si depotenzia progressivamente, fino a un finale stimolante, difficile da inquadrare, criptico nel suo tentativo di tirare una somma moraleggiante al rapporto fra la contemporaneità e i cosiddetti valori tradizionali.

Carlotta Magistris