Cosa avviene quando un credente inizia a trafugare il denaro dalla cassetta delle offerte della propria chiesa? Cosa succede quando un’istituzione bancaria comincia a frodare i clienti e i loro risparmi? Succede la conversione. Vincitore al Rome Independent Film Festival 2020, il docu-film scritto e diretto da Giovanni Meola – disponibile in streaming su CHILI e CGTVrappresenta la storia parallela di due uomini che condividono la propria redenzione tramite la scrittura, intesa strumento di presa di coscienza e di auto-denuncia.

Vincenzo Imperatore, ex manager bancario con una pragmaticità disarmante, racconta la propria ascesa sociale dopo un’infanzia basata sull’elusione sistematica del riconoscimento, e della conseguente elaborazione della sconfitta e della perdita. Un’esistenza orientata verso un successo frenetico e necessario che lo porta, dopo l’eccellente percorso universitario, a essere complice di un sistema semi-malavitoso. Peppe De Vincentis, con un’ossimorica tenerezza fisionomicamente, narra così la propria odissea, tra carceri, pene scontate da innocente, centri psichiatrici, rapine in banca e droga. Una rievocazione della semplicità e dell’imperturbabilità del male e delle sue conseguenze sul singolo essere umano. Il momento nevralgico dell’incontro tra i due si cristallizza con una semplice cena nell’umile casa di Peppe, dove il passato si fa terzo ospite e viene sviscerato sotto un nuovo punto di vista, più maturo e responsabilizzato.

La semplicità della messa in scena documentaristica viene compensata dalla profondità e dallo spessore di due vite dei protagonisti, sempre condotte sull’orlo, al limite. Due uomini simbolo di una Napoli chimerica: Vincenzo, vittima della passione per l’infinito assimilata da Durkheim, che assume la forma di una tendenza insaziabile a coltivare desideri illimitati senza alcuna possibilità di auto-regolamentazione; Peppe, schiavo dell’anomia per la sopravvivenza. La conversione avviene nuovamente e definitivamente col ritorno all’equilibrio e la sutura definitiva con il passato criminale. Attualmente, il primo ha pubblicato il memoriale Io so e ho le prove e da prima “gola profonda” del sistema bancario italiano è oggi consulente a tutela dagli abusi delle banche; mentre il secondo – dopo 30 anni di carcere – nel 2013 ha scritto l’autobiografia Il campo del male e reputa l’approdo nel mondo attoriale la sua vera e propria salvezza.

Federica Furia