Voto

5.5

Presentato in chiusura della Settimana della Critica durante l’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Veleno di Diego Olivares denuncia lo smaltimento illegale di rifiuti tossici nelle campagne del casertano.

Le sonorità del dialetto campano – ben note in tv grazie al fenomeno Gomorra – accompagnano la resistenza accanita di Cosimo (Massimiliano Gallo) e della moglie Rosaria (Luisa Ranieri) contro l’espansione della discarica locale, gestita da camorristi, e la conseguente contaminazione della terra che i due coltivano con amore e caparbietà. La loro lotta procede fluida sullo schermo, parallela alla propagazione di quel virus tossico che si insinua sempre più a fondo nell’animo dei personaggi: prima allettando Ezio, il fratello del protagonista, che tradisce la famiglia nella speranza di arricchirsi grazie alla discarica, poi avvelenando Cosimo stesso, condannato a morte da un tumore allo stomaco.

L’illuminazione, spesso fastidiosa e antinaturalistica, inchioda i personaggi, traditi dalle loro cieche convinzioni, e smaschera l’ottusità folle e insensata che determina il loro agire: Cosimo è ucciso dalla stessa terra che proteggeva affannosamente e Rosaria, sentendosi abbandonata dal suo Dio, lo rinnega in extremis in virtù delle visioni di una chiaroveggente.

Giorgia Maestri