Voto

7.5

L’ottavo album in studio della popstar americana dell’R&B è un diario sentimentale di un amore travagliato. Usher ha saputo destreggiarsi in modo abile in tutti i campi: il 2016 lo ha visto impegnato nell’uscita del disco, ma anche nelle riprese del film Hands Of Stone di Jonathan Jakubowicz in quanto protagonista.

Le sonorità prettamente R&B si sposano con i testi: quasi tutta la scaletta – come si può dedurre dal titolo – è segnata da lyrics dedicate alla donna amata, ardentemente ma faticosamente, dal cantante. Uniche eccezioni sono Mind Of A Man, un flusso di coscienza, Stronger, dedicata alla scomparsa del figliastro, e Champions che, anche grazie alla produzione di Raphael Saadiq, riesce a portare nella tracklist una nota più calda e latina. Gli ospiti sono d’eccezione: oltre a producer di livello – come PartyNextDoor e Frank Dukes –, al microfono intervengono Young Thoug e Future.

Re del suo genere dai lontani anni 2000, Usher è sempre riuscito a stare al passo con le mode se non addirittura a crearle, e ha di nuovo centrato il mirino: Hard II Love è un disco mainstream ma al tempo stesso molto urban. Unica nota dolente è la troppa omologazione di contenuti e ritmi, spesso troppo simili.

Anna Laura Tiberini

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