Voto

5

Gli Unknown Mortal Orchestra non ci hanno messo molto a cambiare direzione e liberarsi delle prime etichette di genere assegnate loro dal pubblico. Il rock delicato, il pop e il folk pieni di personalità di singoli incantevoli come Swim And Sleep (Like A Shark) So Good At Being In Trouble (II, 2013) iniziavano già a scomparire rispetto Multi-Love (2015), in favore di sonorità più funk,di influenze disco, edi uno psych rock molto vivace. È con il loro penultimo disco che gli UMO iniziano a concretizzare un desiderio di transizione verso altre influenze stilistiche. Ma quando la novità fa rimpiangere ciò che è venuto prima, non si tratta di un segnale positivo.

È il caso di Sex & Food, il quarto disco degliUnkonown Mortal Orchestra, uscito lo scorso 6 aprile. Le dodici tracce che lo compongono sono appiattite da una produzione che asseconda e acuisce la tendenza del gruppo a toccare quanti più generi possibili in una volta sola. Il disco si destreggia infatti tra rock neo-psichedelico e lo-fi, sfiora sonorità dream/psych-pop, alternative-rock, alza improvvisamente muri di chitarre distorte e poi giri di accordi in acustica. American Guilt sembra uscita direttamente da un disco di Ty Segall, The Internet of Love da uno di Connan Mockasin e in altri brani del disco sembrano fare incursione Tame Impala, Flaming Lips e Soft Machine, come se suonassero tutti nella stessa stanza, confondendosi tra loro.

Tra le tantissime sfaccettature di questo disco risulta difficile trovarne una particolarmente forte o accattivante. E anche da un punto di vista tematico, l’impasto di argomenti (amore, droga, osservazioni su realtà sociali e politiche, amicizia, web), contribuisce a rendere il disco dispersivo, come un lungo viaggio difficile da portare a termine.

Valeria Bruzzi 

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