1. Is this the real life…

Secondo il semiologo Tvetan Todorov, si può definire “fantastico” un racconto in cui l’elemento soprannaturale esiste ma non viene mai presentato esplicitamente come tale. Lungo tutta la serie, il giudizio del fruitore rimane sospeso: accadono fatti straordinari, ma sono dovuti a forze che vanno al di là della nostra comprensione o semplicemente sono il parto della mente malata del protagonista? Kate Purdy e Raphael Bob-Waksberg sono gli autori dietro al successo di Bojack Horseman, ed è proprio da un episodio della prima stagione di questa serie (Finale deprimente) che sono partiti per scrivere un racconto su quello che poteva essere e non è stato. Con una narrazione non lineare, che sovrappone continuamente luoghi ed eventi di diverse linee temporali, vengono affrontato gli stessi temi di BoJack (depressione, lutto, ansia generazionale, malattia mentale), ma con un approccio sperimentale e anti narrativo. Non solo, all’interno di un panorama come quello americano, in cui l’animazione per adulti sembra incapace di scostarsi da una comicità nonsense e cinica, Purdy e Bob-Waksberg restituiscono invece una realtà quotidiana, fatta di relazioni noiose e personaggi meravigliosamente difettosi.

2. …is this just fantasy?

Undone è la prima serie animata realizzata interamente con il rotoscopio, una particolare tecnica i cui disegni vengono ricalcati su immagini in live action, aggiungendovi uno speciale effetto pittorico. Un’intuizione del regista della serie, Hisko Hulsing, per catturare le emozioni e la mimica dei personaggi in modo più verosimile rispetto all’animazione tradizionale. Già usato al cinema da Richard Linklater in Waking Life (2001) e A Scanner Darkly (2006), il rotoscopio rende fluidi i personaggi della serie, costantemente mutevoli, proprio come la sua timeline. Lo spettatore rimane così privo di punti di riferimento: incapace di distinguere se ciò che sta vedendo sia la realtà o il frutto dell’immaginazione della protagonista, viene spinto verso riflessioni esistenzialiste e fenomenologiche sul concetto di “reale” e di “percezione”.

3. Parenti serpenti

Nessuno dei personaggi di Undone è amichevole. Nessuno cerca di catalizzare su di sé l’attenzione dello spettatore o le sue simpatie. Gli sceneggiatori hanno costruito personaggi verorimili, con tutti i loro spigoli e complessità. La protagonista Alma, ad esempio, alterna battute fulminanti a un ribellismo nichilista che la rende respingente non solo per il resto del cast, ma anche per il pubblico. Anche i personaggi secondari risultano difficili da inquadrare, sempre sfuggenti e duplici nei confronti di Alma: sua madre (Costance Marie) è tanto amorevole quanto soffocante; il suo fidanzato (Siddharth Dhananjay) è dolce e leale, ma non perde l’occasione per manipolarla. Si è spinti a chiedersi continuamente se quello che facciano i personaggi sia dettato dall’amore o dall’egoismo. O forse, semplicemente, non è così facile distinguerli.

4. Il tempo è una freccia

Nella quarta stagione di Bojack Horseman, l’episodio Il tempo è una freccia era un viaggio nel doloroso passato di una donna affetta da Alzheimer, raccontato attraverso la sua stessa prospettiva discontinua e frammentata. L’autrice dell’episodio era Purdy, che con Undone decide di ampliare il discorso, ripercorrendo la sua esperienza personale traumatica: in diverse interviste ricorda la nonna affetta da schizofrenia e il terrore provato nello scoprire che lei stessa rischia di sviluppare lo stesso disturbo. Nelle parole dell’autrice, emerge quanto questo passato sia molto più di una potenziale eredità genetica: “È anche un trauma ereditario. Ciò che ha plasmato il carattere dei nostri nonni, la realtà in cui sono esistiti e sono sopravvissuti, ha modellato i loro figli. E quei comportamenti ci influenzano, che ne siamo consapevoli o no”. Il viaggio nel tempo e nello spazio di Undone può allora essere interpretato come una seduta psicanalitica. Tornare indietro e setacciare il passato come fa Alma si fa metafora di una ricerca terapeutica delle radici dei propri traumi, (ri)trovando una connessione e una comunicazione con l’Altro. Ma la tentazione di rimanere in quel passato, di rinchiudersi in se stessa per evitare che i traumi del mondo reale finiscano per toccarla è forte per Alma. Come ha detto Bob-Waksberg: “Nessuno è veramente rotto. Nessuno è veramente completo. Siamo tutti persone ferite, fragili, difficili, spinose, dure che stanno solo cercando di capire le cose nel miglior modo possibile”.

5. Melting Pot

Bojack Horseman ha ricevuto diverse critiche per via della rappresentazione razziale nella serie, soprattutto per il personaggio di Diane (di origini vietnamite) doppiato dall’attrice bianca Alison Brie. Quando gli autori hanno scritto Undone sono stati più accorti: hanno calato la loro storia nella realtà multietnica di San Antonio (a pochi passi dal confine messicano, dove il 70% della popolazione è ispanica). Tutti i personaggi hanno quindi un diverso background culturale – Alma è mezza ispanica e mezza ebrea, il suo fidanzato Sam è indiano – e sono interpretati da attori di quella specifica etnia. Anche il team di scrittura è composto da sceneggiatori di diversa provenienza. Il risultato è un riuscito melting-pot culturale: il problema razziale non è mai banalizzato – basti pensare a come vengono trattate le origini di Sam -, ma neanche sfruttato per ridurre i personaggi alla propria etnia.

Francesco Cirica