Una serata di nuove proposte al Festival Exister, che fra gli spazi DanceHaus di Susanna Beltrami e il Teatro Fontana presenta ogni anno una programmazione all’insegna della bellezza della danza in tutte le sue forme, accostando nomi già affermati a realtà emergenti del panorama coreografico nazionale.

Tra i nuovissimi in scena, il primo lavoro da solista di Giada Vailati, La Madre Folle, selezionato dalla Vetrina del Network Anticorpi XL e prodotto dal collettivo Cult of Magic. Ispirandosi a un poemetto grottesco del XIII secolo, la performance racconta l’intricata storia della Grande Madre e di un giovane cavaliere, archetipi della madre e del figlio. Lei è gigantesca, di una grandezza fatta di espansione nel movimento, affascinante e spaventosa, e divora il cavaliere per farlo rinascere: vita e morte danzano nel suo ventre e lei con loro, in un rituale tondo e viscerale dalla grande forza espressiva. La performer/coreografa interpreta sia la madre sia il cavaliere, il quale, venuto nuovamente al mondo, si lancia subito in una corsa che sa di conquista della consapevolezza, di sicurezza nella propria fisicità.

A seguire SYN del gruppo dueditre, sostenuto nel progetto VIVAIO del Centro Nazionale di Produzione della Danza DANCEHAUSpiù. La pièce riprende la teoria platonica dei tre generi originari e dei corpi con quattro mani, due teste e quattro gambe che gli dei divisero, intimoriti dalla loro potenza. Il tema è dunque quello dell’incompletezza dei corpi, della quête delle due metà che passano la vita a cercarsi sentendo disperatamente la mancanza della propria forma originaria, che si amano con una passione sfrenata fatta non di sguardi ma di costante contatto. Un’incompletezza che esiste anche e soprattutto nella singolarità, accompagnata dal bisogno (e da tutte le difficoltà che comporta) di costruirsi addosso un’armatura per sentirsi solidi: un lavoro ipnotico e ad alto impatto visivo che sfrutta tutte le potenzialità del lavoro a tre.

Le due performance sono scivolate una nell’altra senza attriti, costruendo due atmosfere diversissime e poetiche che hanno saputo tenere alta l’attenzione fino all’ultimo istante.

Clara Sutton