Voto

7.5

È il settembre del 1973 e l’Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Tre prigionieri politici, membri del movimento di guerriglia dei Tupamaros vengono prelevati dalle loro celle nel cuore della notte e diventano improvvisamente ostaggi. I loro nomi sono Eleuterio Fernández Huidobro (detto Ñato), Mauricio Rosencof e José “Pepe” Mujica, futuro presidente della repubblica. È un’operazione militare segreta, al di fuori di qualunque tipo di regolamentazione: per dodici lunghi anni i tre sono tenuti prigionieri in condizioni disumane, torturati e sballottati brutalmente da un luogo di detenzione all’altro. Ogni volta che vengono assegnati a nuovi militari, un ordine si mantiene immutato: i detenuti non devono parlare fra di loro.

Con una drammaturgia che cattura dal primo istante perché sincera, Àlvaro Brechner racconta la storia di uomini che hanno vissuto fuori dal mondo per più di un decennio e fa capire che cosa voglia dire davvero questo “fuori dal mondo”, quando una finestra da cui entra un flebile raggio di sole diventa l’unica visione a cui aggrapparsi per sopravvivere, quando si può anche urlare per giorni interi senza ricevere alcuna risposta. È come essere sepolti vivi. Pur rimanendo sempre fedele alla realtà dei fatti, il regista riesce a creare momenti di autentica comicità, brillante nella sua ridicolizzazione di un sistema militare così rigidamente legato al solo principio di eseguire gli ordini sempre e comunque che le singole guardie non sono in grado di gestire neanche le situazioni più semplici senza chiedere conferma a un superiore.

Una notte di 12 anni è un film che ha qualcosa in più del solito “tratto da una storia vera”: c’è una sensibilità poetica attenta a restituire le immagini che quegli occhi hanno visto, alle situazioni che quelle menti stremate ma sempre accese hanno vissuto nei lunghi anni di prigionia. I loro sogni, i loro ricordi del giorno dell’arresto, i loro rapidissimi contatti col mondo esterno: tutto è messo in scena con cura in una pellicola che coinvolge e sconvolge, e ricorda di non dimenticare mai.

Clara Sutton