Voto

4.5

Primo lungometraggio della regista e attrice italiana Karin Proia, Una gita a Roma si presenta come un inno all’infanzia ormai perduta. Ma l’unica nota positiva del lungometraggio è l’elegante fotografia curata da Daniele Nannuzzi, che coinvolge lo spettatore nell’alternanza di campi larghi e stretti.

Anche la colonna sonora, inizialmente un punto di forza del film, diventa progressivamente monotona e smielata, incapace di diventare parte integrante del plot. Nonostante un cast di grandi nomi (per esempio Claudia Cardinale), la sceneggiatura risulta troppo inverosimile per emozionare, e scivola nel banale a causa di dialoghi superficiali e inutili per l’intreccio.

Infine la regia: statica e dominata dal desiderio di ottenere un prodotto finito senza curarsi di conferirgli un’estetica particolare.

Mattia Migliarino