Marco Valli / CESURA

Marco Valli / CESURA

Lo scorso lunedì 26 ottobre, il grande regista Francis Ford Coppola è stato invitato al Teatro dal Verme da Meet The Media Guru per parlare delle sue radici, della “sua Basilicata”.

Coda chilometrica per entrare. Come una massa di formiche indaffarate, il pubblico riempie le 1436 poltrone verdi della Sala Grande. E, finalmente, l’ingresso trionfale del Maestro, accompagnato da fragorosi applausi e standing ovation.

Contornato dalle foto della Lucania, la sua terra di origine, esordisce narrando alcuni aneddoti della sua famiglia italo-americana e ripercorrendo i ricordi di un’infanzia divisa tra le due culture di cui si è nutrito fin da piccolo. “Io mi sento più italiano che americano, e ne sono fiero”. Passa poi a riflessioni generali, dure e realistiche, sull’Italia, sugli italiani, sul cinema e sull’arte: senza mezzi termini ci dà molti consigli preziosi e ammonimenti.

Non si perde in discorsi superflui e passa subito alle domande, disposto a rispondere a tutte. Riusciamo a conquistare il microfono per primi: “Parlando, ha accennato al fatto di essersi sempre ispirato al cinema italiano, in particolare al periodo neorealista, ma a quale regista in quel periodo si sente più affine? E per quanto riguarda, invece, il cinema italiano di oggi, quali registi ritiene che possano avere un futuro nel cinema internazionale?”
“Tra i migliori è davvero difficile scegliere, è come chiedermi quale dei miei figli io ami di più. Se parliamo dei registi italiani, ce ne sono così tanti; se vuoi che te ne indichi uno solo, devo dire Federico Fellini, con i traguardi raggiunti in La Dolce Vita e 8 e 1/2. Rossellini comunque fu il padre di tutta quella generazione di registi, senza di lui non ci sarebbe stata, Fellini stesso lavorò con lui. Per quanto riguarda oggi, ci sono pochi registi italiani di cui io conosca l’esistenza perché, sfortunatamente, in America non riusciamo a vedere molti film italiani; i migliori, comunque, sono Tornatore, Sorrentino, Sollima e Caligari, ma non ho un preferito tra questi quattro. Il cinema è come un bellissimo, più di un fiore, un cespuglio di fiori, che fiorisce improvvisamente in Giappone, in Iran, in Messico; l’arte salta fuori in tutti questi posti differenti, e in Italia è stata rigogliosa in modo incredibile. Ma la cosa bella del cinema è che appartiene a tutto il mondo ed è possibile che nasca in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.”

Benedetta Pini