Voto

6.5

Basato sull’omonimo romanzo autobiografico di Joseph Joffo (1973) e diretto dal regista canadese Christian Duguay, Un sacchetto di biglie è il secondo adattamento cinematografico del libro, dopo quello di Jacques Doillon del 1975. Ma l’intento dei due film risulta molto diverso. Rispetto all’adattamento del collega francese, che prediligeva l’aspetto formativo del bambino a discapito del contesto storico, Duguay decide di investire tutto sul genere d’avventura, senza per questo lasciare in secondo piano gli avvenimenti storici; replicando l’approccio del suo lavoro precedente Belle & Sebastien – L’avventura continua (2015).

L’aspetto più interessante del film è la scelta di adottare il punto di vista del giovane Joseph (Dorian Le Clech); focalizzazione che permette a Duguay di affrontare un argomento forte come l’Olocausto filtrato attraverso l’esistenza dei due protagonisti, alleggerendo così l’argomento senza tuttavia edulcorarlo. Grazie a questo escamotage il film risulta adatto anche al pubblico più giovane, che può così comprendere la disumanità della guerra e riflettere su un periodo storico da non dimenticare mai.

Mattia Migliarino