Voto

4

Un profilo per due di Stèphan Robelin traspone un tema caro alla letteratura francese, fin dal Cyrano de Bergerac. E quale miglior modo per raccontare la fugacità dell’amore contemporaneo se non quello di inscenare uno scambio di ruoli durante una relazione nata su un sito di incontri?

A sottolineare lo scarto creato da internet tra il romanticismo attuale e quello imperante soltanto un paio di generazioni fa, entra in gioco il ruolo di Pierre (Pierre Richard), un anziano vedovo che sconfigge la noia e la solitudine chattando segretamente con una giovane donna dalla passione per il vintage. Un’idea interessante quella di Robelin, che trasfigura però in una farsa amorosa fatta di agghiaccianti menzogne e di dinamiche perverse, seppur non troppo distanti dalla realtà.

Sebbene, per quanto rari, non manchino momenti di piacevole comicità, la pellicola è scandita per lo più da tempi morti e bizzarri intrecci sviluppati con scarsa efficacia e moderato (forse un po’ troppo) divertimento.

Federica Romanò