Voto

5

Il cantante e produttore Ty Dolla $ign, convinto dell’innocenza del fratello TC attualmente in carcere, decide di intitolare il suo nuovo album Free TC. Il rapper compare addirittura in uno dei brani cardine del disco, Miracle/Wherever, per il quale TC si esibisce telefonicamente mentre viene registrato dal fratello.

L’R&B, minimo comun denominatore di Free TC, ospita molti altri generi musicali: dall’hip-hop all’house anni ’90 (Bring It Out Of Me), spesso interpretati, però, in chiave pop. L’album si apre con LA, uno dei pezzi più R&B e meglio strutturati dell’intero disco, in cui il violino iniziale lascia dolcemente spazio a un coro femminile, passaggio che regala soltanto un assaggio della fresca eleganza sonora di cui Ty Dolla è capace. Ma a fare di LA un brano di classe è la voce strascicata di Kendrick Lamar, senza il quale la traccia non potrebbe dirsi completa.

La presenza del pop nel disco emerge sin dall’inizio, ed è proprio l’abuso di questo genere musicale nelle tracce successive che trascina Free TC nel baratro: la disco-pop di Saved (il featuring con E-40) fa del brano un singolo vergognosamente mainstream e banale, mentre in Horses In the Stable Ty Dolla mette in mostra il suo talento per il canto, peccato che sembri esibirsi su una vecchia base di Jesse McCartney.

Free TC è un album complessivamente mediocre: contiene brani ben riusciti, in cui le melodie sintetiche si distendono armonicamente sui suoni di violino e pianoforte (LA e Finale, il featuring con SA-RA e PJ), ma anche numerose tracce prive di senso, in alcune delle quali sembra quasi non esserci sintonia tra il produttore e gli artisti che vi hanno collaborato (in Actress feat. R. Kelly soprattutto).

Federica Romanò