Voto

7

Prodotto da Niccolò Contessa, Merce Funebre è il primo album solista di Tutti Fenomeni (al secolo Giorgio Guarascio), che si è affacciato timidamente al panorama underground romano da qualche anno creando un grande hype attorno al progetto. Il leitmotiv del lavoro è il suono sintetico, con cui Guarascio gioca e sperimenta, oscillando tra synth e new wave anni ’80 di matrice pop, con reference che spaziano da Kajagoogoo a OMD e Talk Talk. Come avevano anticipato anche i singoli, la metrica d’impatto si muove nel campo semantico del nonsense, delle espressioni provocatorie e del citazionismo, aspirando all’approccio dei grandi maestri italiani come Battiato e il geniale duo Battisti/Pannella.

L’album, nel suo complesso, gode di momenti di lustro e altri persino sorprendenti, riuscendo a distanziarsi dall’omologazione in cui sta lentamente scivolando il panorama musicale italiano anche più giovane e di nicchia. Peccato, però, che non sia questa la costante disco, ma sia un approccio che emerge solo in certi brani e passaggio: Valori aggiunti (che strizza l’occhio ai Depeche Mode di Enjoy The Silence per sonorità e video), Reykjavik e Metabolismo, sono sicuramente i pezzi più potenti nei testi, che affrontano con ironia, provocazione e cinismo certi temi controversi del momento, come le critiche sui “social”, l’etica dell’apparenza e il concetto individualismo.

Merce Funebre è uno di quei dischi d’esordio che fa venire voglia di tenere d’occhio un artista, followarlo su tutti i social, aspettare con impazienza che cosa tirerà fuori in futuro e sperare che continui in una direzione personale, perché sicuramente sarà qualcosa di cui varrà la pena parlare.

Gabriel Carlevale