Voto

6.5

Lungometraggio d’esordio di Manfredi Lucibello prodotto dai sempre più affermati Manetti Bros. e presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma, Tutte le mie notti racconta una sola notte, quella in cui Sara (Benedetta Porcaroli) fugge disperata tra strade buie e desolate. Qui incontra Veronica (Barbara Bobulova), una donna che sembra disposta ad aiutarla e la porta al sicuro dentro casa. Presto, però, l’incontro si rivelerà non essere stato fortuito e quel luogo diventerà il campo di battaglia tra due diverse figure femminili manipolate entrambe dallo stesso uomo (Alessio Boni). Sara e Veronica si sfidano a colpi di confidenze e menzogne, fino alla resa dei conti finale il mattino successivo.

81 minuti – pochi rispetto al minutaggio medio dei lungometraggi odierni –, una sola location e tre attori: Tutte le mie notti è un noir sintetico, che crea e trasmette efficacemente un clima di tensione attraverso un ambiente cupo e buio, solo a tratti illuminato artificialmente da flebili luci o neon alienanti. Un’oscurità scenica che si fa metafora di quella umana e all’interno della quale le due protagoniste si muovono spaesate, nel fallimentare tentativo di fare chiarezza e trovare risposte. Tra dialoghi asfissianti e didascalici, nonostante le buone performance recitative, il rischio è che il film risulti poco credibile e che la promettente Benedetta Porcaroli rimanga ingabbiata nel ruolo interpretato nella serie tv Baby (Netflix, 2018) con cui ha raggiunto la notorietà.

Francesca Riccio