Voto

8

Travis Scott non poteva scegliere titolo più azzeccato per questo suo ultimo lavoro, attesissimo ormai già dal 2016: ASTROWORLD è il giusto compromesso tra un viaggio spaziale e un pomeriggio in un parco divertimenti.

Il disco è la passerella di Travis Scott, che nei suoi quasi 60 minuti riesce a sfoggiare tutta la sua verve da pioniere di generi musicali. Un lavoro coerente nelle sue 17 tracce, tanto a livello sonoro quanto testuale, nonostante nella scaletta emerga con più carattere la prima metà. Qui si trovano ad esempio SICKO MODE (feat. Drake) divisa in tre atti, il riuscitissimo ritornello di Frank Ocean (CAROUSEL) e infine la psichedelia dei Tame Impala e l’armonica di Stevie Wonder che, ospiti inaspettati in STOP TRYING TO BE GOD, si uniscono con equilibrio al rap di Travis Scott e alla voce sinuosa di James Blake. 

Le poche hit (l’ormai affermata BUTTERFLY EFFECT e la traccia d’apertura STARGAZING) sembrano voler sottolineare che questo disco va visto più come un continuum di tracce senza soluzione di continuità, un viaggio – appunto – che l’autore vuole far intraprendere all’ascoltatore.

Anna Laura Tiberini

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