Lo scorso 26 maggio ha compiuto dieci anni uno degli album rap più rinomati degli ultimi tempi: Tradimento di Fabri Fibra. Eppure il disco porta molto bene i suoi anni: una delle doti del rapper è proprio quella di essere sempre al passo con i tempi o addirittura di travalicarli approdando a una condizione di perpetua attualità.

Il percorso di Fabri Fibra inizia a metà degli anni ‘90 con gli Uomini di Mare, i Qustodi del Tempo e infine con il collettivo Teste Mobili. Fin dagli esordi, colonne portanti del rap di Fibra sono le basi 90s e il virtuosismo nel comporre versi capaci di condurre l’ascoltatore verso “altri lidi”. Ma con l’inizio della fortunata carriera da solista le atmosfere idilliache e sognanti degli Uomini di Mare verranno soppiantate da un crudo racconto degli aspetti più turpi e ripugnanti della realtà: i brani di Fibra si tingono di nero e si riempiono di aggressività, provocatoria volgarità e ostentata misoginia. A cominciare da Turbe Giovanili (2002), ma soprattutto con Mr Simpatia (2004) Fibra plasma liriche capaci di penetrare la natura perversa dell’uomo: fingendosi pazzo, restituisce la visione di una realtà degenerata che si snoda tra storie di sesso, di droga, di follie e di delitti raccontate con barre chiuse alla perfezione.

Questi tratti tipici del rapper cominciano ad affievolirsi proprio nel celebre album Tradimento, che segna l’inizio di una seconda metamorfosi del suo linguaggio espressivo: i brani mantengono la loro pesantezza contenutistica, ma le atmosfere sono ora ironicamente più luminose e serene, mentre i testi sono accompagnati sia da strumentali gravide di chitarre elettriche sia da una macchinosa elettronica. L’umorismo si erge a cifra stilistica di tutte le tracce del disco e la tragicomicità, di cui il rapper è maestro, esce allo scoperto soprattutto in Cuore di Latta, un meltin’ pot di fatti di cronaca.

Tradimento si colloca esattamente a metà strada tra le atmosfere lisergiche e surreali di Mr. Simpatia (2004), nei cui testi la pazzia incontrava spesso lo splatter e la provocazione, e le più recenti hit del rapper, leggere e mainstream, nelle quali il ruolo della strumentale acquisisce una sempre maggiore pregnanza. In virtù del suo ruolo di spartiacque tra il vecchio e il nuovo, Tradimento potrebbe essere considerato l’album-manifesto di Fabri Fibra: salta all’orecchio una salda e al contempo mutevole ironia del tragico, sempre provocatoria e pronta a rinnovare di volta in volta il suo sposalizio con le contingenti mode musicali.

Federica Romanò