Voto

7

Dopo essersi guadagnata un secondo posto nella classifica di Billboard dei migliori album del 2014 per il suo Queen of the Clouds, vera e propria rivelazione dell’anno, la cantautrice elettro-pop svedese torna con una nuova produzione che aspira a ripetere il successo del primo album.

Come Queen of the Clouds, che si articolava in tre parti (The Sex, The Love e The Pain), anche Lady Wood si divide in due capitoli: Fair Dust, rappresentazione di tutto ciò che eccita Tove Lo fisicamente e mentalmente, e Fire Fare, momento in cui l’adrenalina è svanita e rimangono solo le domande su ciò che è stato e su se stessi.

Tove Lo mette sul piatto testi audaci e attuali: nella prima parte le liriche rivendicano la libertà per le donne di parlare di sesso e di prendersi ciò che vogliono senza curarsi delle dicerie altrui (Lady Wood), ma si parla anche della vita nei club (Influence featuring di Wiz Khalifa). A partire da Good Vibes si percepisce che qualcosa sta cambiando: la traccia è l’apice delle emozioni raccontate dalla cantautrice, di quello che si prova nel sentirsi veramente coinvolti in una relazione. Da Fire Fare fino alla chiusura dell’album con WTF Love Is i toni si fanno sempre più tormentati e riflessivi: sono la solitudine (Imaginary Friend) e l’anestesia totale dopo l’eccitazione. Le lyrics, però, non sono sempre supportate da basi solide, le quali si rivelano spesso ripetitive e poco incisive, incapaci di reggere il paragone con i pezzi del primo album.

Gaia Ponzoni