Voto

8

Non è più tempo di rivoluzione per i Tortoise, e The Cathastrophist lo dimostra chiaramente.

Dopo aver preso parte alla nascita e allo sviluppo del post-rock, il movimento che ha saputo svincolare il rock dalla tradizione per aprirlo alle più svariate contaminazioni musicali (a cominciare dal jazz), la band sembra aver deciso di crogiolarsi nei traguardi raggiunti precedentemente, non senza ulteriori risultati. Dopotutto, come ha saggiamente sottolineato la rivista “The Quietus”: “Tortoise may no longer sound like future, because the future happened”.

Questa volta, però, nel tentativo di affinare il minimalismo elettronico già sperimentato in passato i Tortoise accantonano le loro eccellenti doti di strumentisti – un duro colpo per i più nostalgici estimatori della band. Ma non tutto è perduto: la band funzionava prima e riesce a funzionare tutt’ora. The Catastrophist è, infatti, un ottimo album, da assaporare sorseggiando un po’ di birra e chiudendo gli occhi per perdersi nell’ipnotica coesione di elettronica, ambient e synth-rock.

Federica Romanò