Non è un caso che il film cult d’azione per eccellenza sia nato nella Hollywood degli anni ‘80. Top Gun di Tony Scott (1986) è una pellicola che ha sempre diviso pubblico e critica tra chi lo considera unico per la sua carica di tensione e chi invece non trattiene le critiche evidenziandone l’eccessivo patriottismo a stelle e strisce.

Nonostante la trama semplice e lineare, il film è curatissimo in ogni dettaglio: la fotografia di Jeffrey Kimball è ricercata e incisiva, mentre il brano di Giorgio Moroder interpretato dai Berlin Take My Breath Away venne premiato con l’Academy nel 1987. Ancora oggi le fantastiche sequenze aeree, montate usando vere riprese di volo, che si alternano agli interni degli abitacoli ricostruiti alla perfezione, risultano di un realismo sorprendente, considerando il periodo in cui il film è stato girato. Top Gun, inoltre, fu il lungometraggio che consacrò Tom Cruise nel panorama cinematografico americano e mondiale.

Ma qual è il vero motivo che ha reso Top Gun un vero culto, tanto da essere riproposto in questi giorni nelle sale, a trent’anni dalla sua uscita, in versione 3D?

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Gli ‘80s sono stati gli anni reaganiani, quando l’attrito tra Occidente e Oriente, tra Stati Uniti e Unione Sovietica viveva il momento della “Seconda effimera distensione”. Ecco che quindi il mezzo cinematografico diventa fondamentale per plasmare la mente degli americani, per inculcargli la ferrea giustizia americana e il terrore rosso. Tony Scott non fa altro che rappresenta su celluloide una corrente di pensiero diffusa in quegli anni volta a intensificare i valori statunitensi; d’altro canto Ronald Reagan era stato a suo volta un attore famoso e sapeva benissimo quanto potere di persuasione avesse il cinema.

Top Gun non fu l’unico tentativo del presidente conservatore di servirsi del grande schermo per ottenere consensi durante la guerra fredda. Altre pellicole come Rocky IV (1985) e Rambo (1982), entrambi con Sylvester Stallone – grande stimatore di Reagan –, erano connotate da risvolti politici che oggi ci sembrano chiari, mentre in quel periodo risultavano molto velati.

Ray-Ban e giubbotti d’aviatore entrarono presto nella cultura popolare del nuovo continente, a dimostrazione di quanto il film abbia influito sulla vita dell’americano medio. Top Gun rimane infatti, ancora oggi, un’icona sociale a tutti gli effetti, e rappresentò il momento di consacrazione di Scott come regista d’azione, che neanche negli anni successivi abbandonerà la linea tracciata dal F-14 di Maverick. 

Mattia Migliarino 

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