Voto

5

A dieci anni dall’uscita di Anche libero va bene, Kim Rossi Stuart approda nuovamente sul grande schermo con Tommaso, nella duplice veste di attore e regista.

In questa epopea di un uomo che non è in grado di approcciare il sesso opposto in modo sano, Rossi Stuart incespica in una sociologia estremizzata e inconcludente, costruita attorno a un personaggio afflitto da un’inguaribile noia esistenziale che finisce per tediare anche lo spettatore. Nella pellicola riecheggiano, a tal proposito, richiami morettiani, che tuttavia sono solo un piccolo e stridulo eco di quella che è invece la portata esistenziale del lavoro di Nanni Moretti.

I personaggi femminili, le “Veneri” che vengono immortalate dalla telecamera (Cristina Capotondi, Camilla Diana e Jasmine Trinca), sono personaggi ben caratterizzati dalle abili interpretazioni attoriali, ma non bastano a salvare una pellicola ridondante sia nei dialoghi, sia nel messaggio. Anche nel finale, la fretta di dare spiegazioni e di giungere a un senso che in realtà sfugge appesantisce ulteriormente un lavoro stucchevole e cerebrale.

Andrea Passoni