Voto

6.5

Steso su un monolitico dialogo tra basso e percussioni, un groove di chitarre distorte e reiterate si impone all’attenzione dell’ascoltatore, a sua volta sovrastato da rapsodici canti algerini. Unica traccia a fare eccezione è Nizzagh Ijbal, brano in cui la band sfrutta invece il suono della chitarra acustica, sovrapponendolo alle immancabili percussioni e al timido singhiozzo di un basso intermittente e verticale.

Registrato tra il deserto di Joshua Tree in California e M’Hamid El Ghiziane nel sud del Marocco, Elwan affonda le proprie radici nella musica poliritmica e stratificata nonché nell’incontro tra blues e rock, tra Oriente e Occidente. La nuova fatica discografica dei Tinariwen, dai toni pacati nonostante il largo impiego della strumentazione ritmica, restituisce un’immagine vivida di un’Africa “modernizzata” capace di conservare, però, il suo sapore arcaico, esotico e di impenetrabile mistero.

Federica Romanò