Voto

8

Ambient, drone music o new age? Love Streams è un po’ di tutto e un po’ di niente.

I suoni, rigorosamente sintetici, seguono movimenti imprevedibili che variano da pulsazioni a bordoni e glitch: Hecker, abile scultore della superficie sonora, sembra alternare quasi casualmente momenti di stasi e di tensione in una texture sonora che è, invece, la diretta conseguenza di rigorose relazioni armoniche.

In Obsidian Counterpoint un suono fragile si frantuma contro uno deciso, evocando l’infrangersi delle onde sugli scogli; nel brano Music Of The Air un ronzio di voci fluttuanti incontra progressivamente l’orecchio dell’ascoltatore, preannunciando l’organum tradotto in sintesi digitale che costituirà la novità sonora dell’album. La sovrapposizione di voci crepitanti a una martellante piattaforma sonora avvolge con un oscuro alone di spiritualità Violet Monumental I; mentre Castrati Stack immerge l’ascoltatore in una rarefatta atmosfera di bordoni e lamenti spettrali.

Ed è proprio questa stratificazione sonora che costituisce la struttura di Love Streams: un collage di suoni sfocati che sfrutta i principi della musica polifonica (utilizzati da Hecker non soltanto quando si tratta di campionare la voce umana) e un susseguirsi di atmosfere esoteriche per lasciare soltanto intravedere il significato sottostante, proprio come nell’immagine di copertina.

Federica Romanò