1. Reality

Larger than life, cantavano i Backstreet Boys nel lontano 1999, ringraziando schiere di fan in crisi ormonale. Cosa c’entrano i membri di una boy band anni Novanta con Tiger King, la virale docu-serie true crime di Neflix su un collezionatore di animali esotici? Probabilmente niente, o forse tutto. Quegli stessi meccanismi performativi degenerati in un’estetica trash, tra desiderio di visibilità ed esaurimento nervoso, li troviamo tanto nei primi quanto nella storia di Joe Exotic, il king in questione. Ma partiamo dal principio. L’idea nasce nel 2014 in Florida, quando l’ambientalista Eric Goode si imbatte casualmente in un furgone contenente una tigre delle nevi appena acquistata da un privato cittadino. Così, si ritrova catapultato nel mondo del commercio di animali selvatici in America, dove conosce Joseph Madonado-Passage, in arte Joe Exotic. Gay, poligamo, detentore di armi da fuoco e proprietario di uno zoo privato a sud di Oklahoma city, è il re bifolco degli sbandati, ma anche una star di Youtube, un cantante country e tante altre cose. Tra eccessi, crimine e grandi felini, i sette episodi della serie ne ripercorrono la folle storia, a partire dalla sua battaglia contro l’attivista per gli animali Carole Baskin, per il cui tentato omicidio Exotic sta attualmente scontando una condanna a 22 anni di carcere. Una vicenda decisamente larger than life.

2. Freaks

Oltre a un protagonista sui generis, quello che rende Tiger King un prodotto riuscito è la comitiva di personaggi secondari, che dà vita a narrazioni collaterali altrettanto fuori controllo. Ci sono gli hippie degenerati, fra cui rientra il “santone” vestito da wrestler Doc Antle, che tra abusi psicologici e poligamia diventa per Joe un modello da idolatrare. C’è l’acerrima nemica Carole, proprietaria del “santuario” per animali Big Cat Rescue: tutta coroncine di fiori tra i capelli,  guardaroba leopardato e misteri familiari alle spalle. Ci sono i dipendenti del king, personaggi sgangherati ai margini della società per i quali lo zoo è solo l’ultima spiaggia di una vita sbagliata. Sono loro, con i loro corpi marchiati, amputati, ricostruiti che si fanno vivida rappresentazione di un sistema che ha superato da un pezzo il proprio limite.

3. Make America Exotic Again

Ciuffo biondo improbabile, ego spropositato, intrattenitore nato. No, non stiamo parlando dell’attuale presidente degli Stati Uniti. O quanto meno, non direttamente. Con la sua schiera di illusioni luccicanti, di personaggi sgangherati e di valanghe di trash, Tiger King getta lo spettatore dritto nello stomaco di quell’America folle, violenta, “esotica” che ha composto in gran parte l’elettorato di Mr.Trump. Non è un caso dunque che, oltre alla capigliatura eccentrica, Exotic condivida con lui una candidatura alle presidenziali del 2015. Tiger King è in questo senso la tragica fotografia dei sogni di gloria di una working class disillusa. Il tipico contesto white trash in cui la povertà estrema si mescola a megalomani sogni di riscatto.

4. In gabbia

Che l’uscita di Tiger King in questo momento di chiusura dovuto all’emergenza sanitaria mondiale sia anche il motivo del suo successo resta un’ipotesi attendibile, ma non del tutto verificabile. Quel che è certo è che l’eccedenza di azioni e situazioni, la violenza e le deformazioni grottesche della docu-serie risucchiano chi guarda e al tempo stesso lo spingono a riflettere sulle contraddizioni del proprio mondo “civilizzato”. Non che questo faccia di noi commercianti di animali esotici, ma l’eccesso è ugualmente riscontrabile in contesti più vicini di quanto possa sembrare. Gli zoo, del resto, sono una realtà piuttosto concreta e frequentata. Quale momento migliore dunque per riflettere sull’empatia e la vicinanza, anche al mondo animale, e sul concetto stesso di libertà?

5. Ipertesti

Se i contenuti della serie non bastassero a soddisfare la nostra dose quotidiana di sano trash, il safari prosegue fuori da Netflix, sul canale Youtube ExoticTv, dove è possibile ripercorrere la carriera di cantante country di Joe. Dalla malinconica, e ironica, ballata I Saw a Tiger alla hit Here Kitty Kitty, esplicita illustrazione della sua macabra teoria sulla scomparsa del marito di Carole Baskin, che la donna avrebbe prima assassinato e poi dato in pasto alle tigri. Ancora una volta, tutto folle, ma non si può fare a meno di guardarlo. 

Angela Santomassimo