Il 18 gennaio 1997 un giovanissimo Lin-Manuel Miranda, futura mente dietro all’incredibile successo internazionale che sarà Hamilton, assisteva in un teatro di provincia alla prima di un eccentrico musical intitolato Rent, creato dall’altrettanto eccentrico autore Jonathan “Jon” Larson. A distanza di oltre vent’anni da quella visione, il messaggio di speranza in chiave pop e il teatro-verità dalle sonorità rock risuonano ancora nella sua mente creativa, tanto da averlo portato a rendere omaggio a Larson con Tick Tick… BOOM!, il suo film d’esordio alla regia cinematografica, disponibile dal 12 novembre 2021 su Netflix. Il lungometraggio racconta la storia di Jonathan Larson (interpretato da uno straordinario Andrew Garfield) evitando la commiserazione della sua morte tragica e preferendo celebrare la vita del drammaturgo, senza comunque scadere nell’ottimismo gratuito. “Sapeva fare di qualsiasi situazione una celebrazione”, spiega Miranda, che riesce a trasferire nel film quell’eccentrica personalità, bilanciando i momenti drammatici con quelli vivaci, la velleità del musical e la realtà del contesto sociale dell’epoca.

Era la New York degli anni ’90 e l’epidemia dell’AIDS si stava diffondendo in modo veloce e drammatico, ammantata di stigma e circondata da un silenzio complice, soprattutto da parte di certe comunità, come quella in cui viveva Jonathan Larson, intrise di pregiudizio e disinformazione nei confronti dell’omosessualità e della tossicodipendenza. Ed è di questo che parla in Rent, affrontando temi all’epoca tabù come transessualità, prostituzione, povertà e sgretolamento del sogno americano, che di lì a poco tempo finiranno sui più prestigiosi palchi di Broadway, ridefinendo per sempre ciò che uno spettacolo teatrale poteva e doveva permettersi di essere e influenzando le future generazioni di drammaturghi, scrittori e cineasti.

Sul finale, quel ticchettio di sottofondo che ci ha accompagnato per tutto il film, quell’apprensione di compiere trent’anni senza aver concluso nulla sfuma gradualmente, lasciando il posto a un Jonathan Larson che sorride con serenità al futuro, pronto a sacrificarsi per l’arte, per la sua comunità. “Scrivi ciò che sai”, gli consiglia la sua manager. “Inizia ponendoti delle domande”, suggerisce un amore perduto. E così, nonostante i centinaia di “no” ricevuti in passato, la sua penna persevererà: ne uscirà prima Tick, Tick… BOOM!, omonima opera teatrale autobiografica di discreto successo (rivisitata e integrata nel film di Miranda), e poi Rent. Dopo un adattamento cinematografico del 2005 passato in sordina e rivolto a un target che comprendeva principalmente il pubblico di Broadway, o comunque appassionati di musical, ora complice il prestigio legato al nome del regista Lin-Manuel Miranda o la notorietà dell’attore protagonista, la storia di Jonathan Larson torna a brillare, facendoci arrivare ciò che è stato Rent.

Lara Ioriatti