Voto

8

Non era un compito semplice quello assegnato da Luca Guadagnino a Thom Yorke: scrivere la colonna sonora del suo remake di Suspiria. Ma, come tutti in realtà ci aspettavamo, la soundtrack è di altissima qualità. Venticinque tracce – tra canzoni e frammenti strumentali – che destabilizzano progressivamente l’ascoltatore, accompagnandolo nei meandri del film e immergendolo in un senso di profonda inquietudine difficile da dimenticare.

A Storm That Took Everything apre il sipario sul primo disco: dissonanze e voci sinistre anticipano i violini di The Hooks, stridente sottofondo di gemiti e passi indistinti. Il singolo Suspirium distende le orecchie con il suo avvolgente giro di pianoforte, appena prima che Belongings Thrown in a River introduca uno dei temi chiave il disco, trasmettendo un’inquietudine che viene subito bilanciata dal lento Has Ended.In un susseguirsi continuo di sentimenti travolgenti, tra il terrore e la tensione (The Inevitable Pull), l’angoscia e brevi momenti di sollievo (Unmade), si arriva alla seconda metà del lavoro. Volk è un lento e trepidante salendo che non arriva mai a una definitiva risoluzione. Il climax irrisolto di The Universe is Indifferent, la ripresa di Suspirium Finale e la lunga tenebra di A Choir of One conducono alla chiusa terrificante con Voiceless Terror e The Epilogue.

Quello costruito da Thom Yorke è un labirinto di oscurità senza uscita, un buio eterno senza barlumi di speranza. Accompagnando l’evolversi della pellicola, Yorke tesse una fitta rete di emozioni potenti per raccontare a modo suo il terrore, l’angoscia e l’inquietudine.

Riccardo Colombo

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