Voto

8

A neanche un anno dall’uscita di Suspiria (Music for the Luca Guadagnino Film), la creatività di Yorke è un fiume in piena. Anima è l’ambizioso e progetto dell’artista, costituito da un disco e un cortometraggio di lucida follia di cui Yorke stesso è il protagonista (regia di Paul Thomas Anderson, distribuito da Netflix). I nove brani nascono dalla collaborazione con il produttore e amico Nigel Godrich, in stretti rapporti con l’artista e la sua musica: il risultato è un lavoro dai suoni ricercatissimi, caratterizzati dall’approccio unico dell’artista inglese.

Già dal ritmo serrato di Traffic si intuisce la cifra elettronica del disco: la passione di Yorke per i sintetizzatori e le drum machine trova in Anima il progetto ideale per esprimersi in tutta la sua potenza. Eterea e inquietante la progressione di accordi di Last I Heard (…He Was Cycling The Drain), serrata e alienante la linea di Twist, straziante e intenso lo sviluppo di Dawn Chorus. Il disco parte con un’altalena di sensazioni e di suoni diametralmente opposti, insieme a una notevole attenzione lirica. Dopo la morbidezza di I Am A Very Rude Person, Not The News alza il volume con le ritmiche riverberate e sporche, mentre The Axe torna alla fragilità di suoni modulati e destabilizzanti. La linea di basso di Impossible Knots accompagna l’album all’epilogo Runwayaway, in cui si erge l’unico suono di chitarra riconoscibile delle nove tracce.

Fra alienazione e sentimenti di inquietudine, Thom Yorke riconferma la prolificità della sua mente creativa: Anima è un lavoro intimo e forse spaventato, specchio di una crescita artistica inarrestabile.

Riccardo Colombo