Voto

7

Dopo aver riposto tante aspettative dovute all’intrigante trilogia d’esordio, il primo LP di Abel Tesfaye (Kiss Land, 2013) si rivelò una cocente delusione.

La definitiva maturazione, però, è stata rimandata solo di un paio d’anni; Beauty Behind the Madness è il biglietto d’oro per l’élite dei grandi dell’R&B contemporaneo.
Merito del sound goth e di hit in grado di essere dark catchy e allo stesso tempo (Can’t Feel My Face e The Hills), ma grazie anche a collaborazioni d’eccezione, tra cui Prisoner con Lana Del Rey, perfettamente immersa nel mood funereo del brano.

Beauty Behind the Madness decolla e resta in alta quota per tutto l’ascolto, consacrandosi tra i migliori album dell’anno.

Christopher Lobraico