Voto

7

L’attesissimo ritorno degli Strokes – a sette anni dall’ultimo lavoro Comedown Machine (2013) – è ricco delle sonorità che da sempre li caratterizzano. The New Abnormal scorre veloce lungo nove tracce, riportando alla memoria le hit di inizio anni Duemila. Prodotto dal maestro Rick Rubin, il disco proietta gli ascoltatori su un’affollata e alternativa pista da ballo.

I tre singoli avevano lasciato presagire il carattere del disco – tra le luci strobo strappa-lacrime di At The Door, le melodie adolescenziali di Bad Decisions e l’attitudine disco-punk di Brooklyn Bridge To Chorus – ma le tracce di apertura The Adults Are Talking e Selfless sono una ventata di giovinezza, a metà tra ritornelli cantabili e strofe sentimentali. Eternal Summer è il brano più articolato dell’album, mai esitante nei suoi momenti e avvolgente nei suoni, mentre Why Are Sundays So Depressing è forse la canzone che ricorda di più i primi The Strokes. A chiudere il lavoro sono poi gli arpeggi melliflui di Not The Same Anymore e Ode To The Mets

Forse non sarà il disco più memorabile degli Strokes, ma The New Abnormal non può dirsi deludente. Fedelissimi al proprio stile e capaci di non lasciarlo ammuffire negli antichi ricordi degli aficionados, finalmente gli Strokes sono tornati.

Riccardo Colombo