Voto

8

Com’è ormai prassi per la band statunitense: nuovo album, cinque anni di attesa; giusto il tempo di riordinare idee e spartiti. Ma per artisti del genere ne vale davvero la pena.

L’ascoltatore, che sente ancora nelle orecchie i validi motivetti di Port of Morrow (2012), ha già potuto apprezzare qualche clamorosa anteprima: dalla meravigliosa So Now What (scelta per la colonna sonora del film Wish I Was There di Zach Braff del 2014), ai singoli Dead Alive e Name for You, che hanno reso tutti particolarmente impazienti – e non invano.

Heartworms è la sublime mescolanza di tutto ciò che ha caratterizzato finora il percorso dei Shins e di una serie di nuove scelte artistiche che hanno permesso loro di garantirsi uno spazio di tutto rispetto in questo ancora giovane 2017. Si passa dal country all’indie rock, con evocativi intervalli dal sapore tribale e dalla fascinazione squisitamente pop. Degna di nota è la conclusiva The Fear, nella quale James Mercer sfoggia, ancora una volta, stupefacenti capacità canore e un’interpretazione degna del pop anni ’80.

Giulia Tagliabue