Voto

7.5

L’unica costante dei The Pretenders è ormai rimasta la voce di Chrissie Hynde, affiancata, per questa nuova produzione, dal chitarrista Duane Eddy, dal bassista di Johnny Cash Dave Roe e dal chitarrista di Lana Del Rey Kenny Vaughan.

La Hynde riesce a conservare il carisma che fece dei Pretenders un progetto riuscito negli anni ’70: amori infelici vengono raccontati da un canto pregno del tormento del blues, su una base strumentale con chitarre distorte che si rifanno al grunge e allo “stile Black Keys”. Questo nuovo album è stato prodotto proprio da Dan Auerbach, che vi infonde la verve del suo duo fin da Alone, primo singolo in tracklist. Il registro nell’album cambia ripetutamente, passando da pezzi più “pestati” come Gotta Wait o Holy Commotion ad altri più pacati e meditativi (Let’s Get Lost, Death Is Not Enough), riuscendo a conservare in tutti i brani la stessa efficacia sull’ascoltatore.

Quella di Alone, come dichiarato dalla stessa Hynde, è “musica vera”. E in un panorama musicale dominato dai suoni sintetici, è sempre bello poter accogliere delle produzioni “vecchio stile”, soprattutto se ben riuscite.

Gaia Ponzoni