1. Hiddleston Vs Laurie 

L’intera serie tv si basa sulla lotta silenziosa tra i due protagonisti: Jonathan Pine (Tom Hiddleston) cela dietro il proprio aspetto da pacato night manager una mente brillante e vendicativa, che aspetta solo di passare all’azione per consegnare alla giustizia Richard Roper, un malvagio uomo d’affari legato al traffico d’armi. Quest’ultimo, ignaro della vera identità di Pine e villain della storia, è interpretato eccellentemente da Hugh Laurie, che ne enfatizza la spietatezza e riesce persino a far dimenticare agli spettatori di essere stato Dottor House. A dividere i due antagonisti c’è la bellissima Jed, compagna di Roper ma legata anche a Pine, in tutta la sua grazia da Elizabeth Debicki.

2. Il male assoluto non esiste

Uno dei pregi di The Night Manager è quello di rappresentare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature. I personaggi, buoni o cattivi che siano, non corrispondono a modelli umani preconfezionati, ma sono individui in tutta la loro complessità: il “buono”, spinto da rabbia o sete di vendetta, è disposto anche a uccidere, mentre il “cattivo” può essere un uomo affascinante e di classe in grado di amare.

3. “Every soldier fights for money” 

Motore immobile del mondo intero, il denaro può spingere gli uomini a fare qualsiasi cosa: ogni individuo desidera la ricchezza e per ottenerla è pronto a tutto. Allo stesso modo Roper non compie azioni malvagie spinto da cattiveria gratuita, bensì per la naturale smania di denaro che è propria di ogni uomo.

4. “Anyone can betray anyone, Jonathan”

La storia, che ruota attorno a doppi giochi, identità nascoste e commerci segreti, sembra voler comunicare proprio l’impossibilità di fidarsi completamente degli altri, concetto espresso ancora una volta da Roper, e tutti i personaggi a poco a poco lo capiscono, tanto da arrivare a sospettare delle persone a loro più vicine.

5. La classe di Susanne Bier

Una menzione particolare va alla regia elegante e lineare di Susanne Bier: grazie all’alternanza tra campi lunghi sui meravigliosi paesaggi e primi piani sui volti dei personaggi, quasi a cercare di coglierne i veri pensieri e sentimenti che si celano dietro il ramificato intrico dei loro rapporti, riesce a creare atmosfere cariche di tensione ma allo stesso tempo pacate e fortemente introspettive.

Alessia Arcando