Voto

8

L’ottavo album della band di Cincinnati è un – apprezzatissimo – colpo di scena a soli due anni da Sleep Well Beast, il picco più alto di una lunga carriera a cui è seguita una crescita graduale ma esponenziale. I Am Easy to Find nasce dalla necessità del regista (e produttore dell’album) Mike Mills di dare una voce al suo film con protagonista Alicia Vikander; ma questo non fa dell’album una semplice colonna sonora, tutt’altro.

A differenza di Sleep Well Beast, in I Am Easy to Find la volontà di sperimentare lascia spazio ad arrangiamenti per archi che ben si adattano all’atmosfera cupa delle sedici tracce. Sessantotto minuti in cui la voce baritonale di Berninger si intreccia con le tonalità più gentili delle tante ospiti femminili (dalla moglie Carin Besser a Sharon Van Etten); una combinazione che fa da contraltare alla malinconia delle sonorità, tra sacro e profano (“First Testament was really great/Like the Godfathers or the first two Strokes”, Not In Kansas) e crea così un’alternanza di luci e ombre capace di rendere ogni verso tanto amaro quanto intimo.

I Am Easy to Find è una confessione a cuore aperto per tutti i fan dei The National che condividono le paure di cui parlano i testi e, come spesso accade dopo una confessione, il senso di libertà che si prova una volta terminato l’ascolto è forte.

Christopher Lobraico