Voto

7

Tra poco i Magnetic Fields compiranno trent’anni, ma la vena folle e creativa del suo leader Stephin Merrit sembra non conoscere limiti di tempo: tre anni dopo l’imponente 50 Song Memoir (che arrivava a quasi 20 anni di distanza dal meraviglioso 69 Love Songs, il capolavoro della band), arriva, Quickies per confermare la poliedricità e lo stile unico del gruppo.

Ventotto tracce compatte e ben assestate, dai diciassette secondi di Death Pact (Let’s Make A) ai circa due minuti che compongo Come, Life, Shaker Life!, il brano più lungo dell’intero album. In quello che sembra a tutti gli effetti una serie lunghissima di bozzetti, la voce di Claudia Gonson ci trasporta in tanti piccoli mondi paralleli esilaranti (come nell’irriverente You’ve Got a Friend in Beelzebub); nella critica velata al “sogno americano” in The Biggest Tits in History e al populismo in The Day the Politicians Died; o nell’emotività selvaggia in When The Brat Upstairs Got a Drum Kit e My Stupid Boyfriend, dove Merrit e Gonson duettano insieme in maniera magistrale, accompagnati dal suono dell’ukulele che (insieme al piano) è onnipresente nell’intero album

Gabriel Carlevale