Voto

5

La quinta fatica full-length dei The Killers vede la luce in un momento non semplice per il quartetto di Las Vegas. A cinque anni dal loro lavoro più deludente, Battle Born (2012), e dopo la seconda esperienza da solista del frontman Brandon Flowers, The Desired Effect (2015), la band ha bisogno di soffiare via la polvere dal proprio nome e di riscattare la propria fama.

Wonderful Wonderful – uscito lo scorso 22 settembre per Island Record – soddisfa tuttavia solo in parte le aspettative del pubblico e della critica. Nonostante i producer di prima classe (Erol Alkan, Jacknife Lee e Stuart Price) e le numerose collaborazioni – la chitarra di Mark Knopfler in chiusura con Have All the Songs Been Written?, per citarne una –, non tutti i brani dell’album si salvano da un giudizio a tratti impietoso.

Se l’oscura apertura della traccia eponima stimola curiosità e aspettative, come anche il ritmo travolgente del singolo The Man, che nei cori ascendenti sembra arrivare direttamente dagli anni Ottanta, Rut viene però rovinata da goffi tentativi di sofisticazione. Mentre Life To Come si aggiudica il titolo di pezzo più scontato del disco, la genuina energia marchiata The Killers di Run For Covers è uno dei pochi picchi di salienza dell’album, insieme alle tastiere heartland di Tyson vs. Douglas e alla chitarra di Knopfler come epilogo.

Wonderful Wonderful è un album eterogeneo, ricco di idee e sound ricercati, i cui nei – a tratti evidenti – lasciano però dell’amaro in bocca all’ascoltatore. Così il ritorno dei The Killers suona come una tappa  tanto  sudata  quanto  incompleta  del  loro  percorso.

Riccardo Colombo