Voto

8

Mohammed Assaf, il giovane palestinese vincitore del talent show Arabian Idol nel 2013, è il protagonista di The Idol, il primo film girato a Gaza da vent’anni a questa parte.

La pellicola riprende alcune tematiche care al già famoso The Millionaire, ma riesce a declinarle in modo nuovo, servendosi di inquadrature che prediligono il punto di vista del protagonista così da sottolineare la miseria in cui si trova l’intera striscia di Gaza, in netto contrasto con la speranza e il desiderio di rinascita dei suoi abitanti. Nonostante alcune forzature narrative, il pubblico ne rimarrà affascinato: la colonna sonora incuriosisce per l’alternanza di semplici melodie d’accompagnamento e pezzi cantati emotivamente ricchi, mentre la scelta della regia di utilizzare alcuni spezzoni originali del talent show conferisce una maggiore verosimiglianza al film.

La storia di Mohammed viene rappresentata con una sensibilità priva di manierismi che porta alla luce la fragilità di un ragazzo spinto dalla disperazione a scappare dal proprio Paese. Diventato all’improvviso un simbolo per il proprio popolo, Mohammed si troverà costretto a fare i conti con le forti responsabilità e difficoltà annesse a questo suo nuovo ruolo. L’aspetto più toccante di The Idol risiede infatti nella scelta di evitare inutili patetismi nel raccontare la storia di un ragazzo che si affaccia alla vita e si lancia in un’avventura ricca di momenti problematici ma anche di risate, stupore, affetto e soddisfazioni. Tutta la complessità di questa esperienza viene trasmessa magistralmente da Tawfeek Barhom, che con la sua figura un po’ goffa e impacciata riesce a comunicare lo spaesamento di Mohammed: il suo successo va ben oltre il riconoscimento delle doti canore e investe il giovane protagonista di un’importanza che forse nessuno avrebbe potuto prevedere.

Caterina Polezzo