Voto

6.5

Una gara di cavalli spesso non è vinta dal cavallo più forte ma dal fantino più bravo. The Founder è un cavallo di razza con un cavaliere, Michael Keaton, superbo, rinato dopo un recente passato lontano dai grandi set hollywoodiani, pronto a consacrare il suo effettivo ritorno nell’Olimpo dei grandi attori. Con la sua cinica prova attoriale, Keaton prende le sembianze di un discepolo di Jack Nicholson che spaccia il suo verbo nelle scuole di recitazione di provincia, attraverso una mimica facciale decisiva, aiutata da un lifting non indifferente e da un’attenta interpretazione.

A differenza dell’attore di Coraopolis, Pennsylvania, però, la regia risulta fuori moda, intrappolata nel banale racconto di una bella storia a lieto fine e priva di effettivi colpi di scena. Il lavoro di John Lee Hancock risulta allora piatto e fin troppo ordinato, volto a ricreare, in un clima disneyano, uno schema lineare che lo rende fruibile da un pubblico privo di pretese durante le domeniche pomeriggio in famiglia.

La sceneggiatura, inoltre, sembra non godere di spiccata personalità, limitandosi a un racconto cucito su misura con un politically correct che si rivela eccessivo per trattare un tema controverso come McDonalds, una multinazionale da sempre molto discussa. La pellicola risulta comunque persuasiva e diretta: il pubblico, uscendo dalla sala, proverà un determinante desiderio di riscoprire lo spirito imprenditoriale andato perduto nelle scartoffie della quotidianità e nelle partite di cacio alla tv.

Fabrizio La Sorsa