Voto

7.5

Date a un aspirante attore che non sa nulla di cinema o di recitazione sei milioni di dollari e la possibilità di scrivere, produrre e dirigere un film della vita di cui è pure il protagonista: cosa otterrete? The Room. La pellicola di Tommy Wiseau è uno di quei prodotti talmente brutti, improbabili, girati per spregio con ogni regola della cinematografia (e del buon senso), eppure talmente divertenti da aver acquisito la fama di film di culto (per chi non lo conoscesse, l’esilarante honest trailer è il modo migliore per farsene un’idea).

Con The Disaster Artist James Franco cerca di andare alle origini del mito ricostruendo la genesi di The Room e prendendosi l’onere di interpretare magistralmente Wiseau, personaggio tanto enigmatico e misterioso (ancora oggi non si sa da dove venga o quanti anni abbia), magnetico ed esagerato che farebbe la fortuna di qualsiasi sceneggiatore, se non esistesse già nella vita reale. Franco studia il suo film come un vero e proprio backstage portandoci con la sua macchina a mano dietro le quinte del film e del rapporto tra Wiseau e il suo amico e coprotagonista Greg Sestero (Dave Franco).

Ciò che ne risulta è un film sincero e divertente, inaspettatamente intelligente e profondo, che evita il facile rischio di trasformare Wiseau in una macchietta e sceglie invece di raccontarlo nella sua complessità di personaggio la cui ambizione si scontra con la propria incapacità, condannandolo alla sconfitta ancor prima di imbarcarsi nella sua impresa. Così, ogni risata si vena di tragedia e chi guarda si sente interrogato su un mondo in cui tutti “hanno talento” e “inseguono i propri sogni” rinunciando spesso a un po’ di sana autocritica.

Francesco Cirica

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